mercoledì 1 novembre 2017

Tour aziendali: FORAPACK

Il progetto “Tour Aziendali”, nato dalla collaborazione sinergica fra Crea Lavoro Giovani e AIDP, procede con la sua seconda tappa.
La visita alla FORAPACK porta, così, alla scoperta di uno stabilimento di 4000 mq, interamente dedicato alla produzione di imballaggi flessibili innovativi, destinati al settore food. Difatti, oggi, l’azienda locale vanta collaborazioni all’interno di vari Paesi della Comunità Europea, ottenuta grazie ad una produzione di nicchia declinata in una miriade di possibilità: all’interno dello stesso stabile, più di 20 collaboratori cooperano in ragione di un’unica Mission che pone al centro la soddisfazione del cliente.
Tuttavia, se così continuassero queste righe, si avrebbe ragione di domandarsi se non bastasse una banale ricerca su internet per reperire queste informazioni e si cadrebbe nell’errore di sottovalutare l’importanza della partecipazione ad un progetto come quello di cui sopra.
Ed è proprio per questo che è bene dire di come l’incontro alla FORAPACK non si sia tradotto in un mero spot pubblicitario: perché lo spazio dedicato alla presentazione aziendale, come siamo ormai abituati a pensarla, è stato di soli pochissimi minuti, per lasciare spazio alla voce dell’HR Manager che ci ha guidati nel ripercorrere i suoi passi nello stabile di Poggiofiorito.
Il reparto stampa, il reparto laminazioni, il reparto taglio e monopiega, il reparto perforazioni, il reparto saldatura; così era composto lo stabilimento al momento dell’arrivo di Fausto Zulli in azienda e lui stesso ha raccontato di essersi trovato dinnanzi a cinque FORAPACK.
Il progetto “Tour”, invece, ha fatto la sua seconda fermata in un luogo dove ogni singolo collaboratore aziendale offre la propria esperienza decennale in materia di ricerca e sviluppo, a testimonianza dell’impegno e del coinvolgimento razionale ed emotivo di ciascuno verso la propria realtà lavorativa. A ragion veduta si può affermare che il rafforzamento del brand abbia preso le mosse da una vera e propria ristrutturazione interna, intenta a produrre un aumento di fatturato solo dopo aver prodotto una “culture fit”.
Una partita basata su un grande scambio di fiducia, quella fra Fausto Zulli e la FORAPACK: un’apertura basata sul compiere un sacrificio iniziale per non ritrovarsi in scacco nel futuro.
La visione d’insieme la strategia: quella visione che concepisce innovazione e sviluppo come indissolubilmente legati ad una rivalutazione del capitale umano. Lì dove ogni collaboratore era già testimonianza di un forte potere contrattuale, legato all’esclusività della propria formazione, vigeva la necessità di riscoprirsi, di confrontarsi e di abbattere finalmente quelle barriere invisibili createsi fra i reparti: vigeva la necessità di formarsi trasversalmente.

È la figura di un leadership situazionale quella incontrata in questa tappa del Tour: Fausto Zulli ha mostrato alla FORAPACK un nuovo metodo di volgere lo sguardo verso il futuro e a Crea Lavoro Giovani e AIDP quanto un costante sviluppo dei valori soft o cosiddetti umanistici possa essere fondamentale per determinare l’impronta di un brand nel futuro.

mercoledì 18 ottobre 2017

IL JOBS ACT DUE ANNI DOPO – DOVE SIAMO E DOVE POSSIAMO ANDARE

2015 – 2017: a due anni dalle novità introdotte dal Jobs Act è arrivato il momento di fare un primo bilancio circa le ricadute delle nuove norme sul mondo del lavoro. Di questo si è parlato durante l’incontro, tenutosi venerdì 29 Settembre presso lo Studio Legale LabLaw, nell’ambito degli Executive Circle sul diritto del lavoro e delle relazioni industriali.
Le mansioni, le valutazioni delle performance, il controllo a distanza e la privacy, le nuove procedure di licenziamento, compreso il nuovo orientamento della giurisprudenza a favore del licenziamento per profitto, il welfare aziendale: tutti temi centrali per spiegare e capire il nuovo quadro culturale che si sta sviluppando intorno alle nuove norme e al mondo del lavoro. Su questo ha fatto perno l’introduzione del Giornalista Filippo Di Nardo, che ha aperto e moderato l’incontro, cui hanno preso parte molte figure di spicco del mondo HR della regione Abruzzo. I relatori dell’incontro sono stati l’Avv. Luca Failla, Founding Partner di LabLaw, l’Avv. Andrea Bonanni, Managing Partner di LabLaw Pescara, e Alfonso Orfanelli, nella duplice veste di Presidente AIDP Abruzzo & Molise e di HR Director.
L’Avvocato Failla ha proposto una delle espressioni chiave, divenuta poi filo conduttore del confronto: “guardare le nuove norme con occhiali nuovi”. È stato sottolineato, infatti, come il punto cardine della riforma sia l’introduzione di flessibilità nella vita delle imprese, un Diritto del Lavoro che inizia a guardare alle aziende, un cambio di prospettiva molto importante il cui scopo è quello di aiutare a fare Business. Perché, se è vero che le leggi sul lavoro sono di fondamentale importanza, è pur vero che esse hanno senso solo se ci sono posti di lavoro.
Altro concetto cardine, portato alla luce dall’Avvocato Bonanni, sta nel sottolineare l’importanza della “customizzazione” della norma: ciò che manca a livello normativo, possiamo costruirlo. In che modo? Due sono le vie principali, percorribili contemporaneamente: da una parte è fondamentale rivedere i contratti di assunzione, che non possono essere più delle lettere il cui unico contenuto sia un rimando ai CCNL di riferimento. Bisogna dettagliare i livelli di prestazione attesi, costruire degli standard, “contrattualizzare l’aspettativa”, stabilire, in altre parole, le regole del gioco sin dall’inizio. Dall’altra parte, inoltre, diviene fondamentale per le aziende dotarsi di regolamenti interni, di policy, che tutti i dipendenti devono conoscere. Il concetto, dunque, è uno: più regole ci diamo, meno potere discrezionale lasceremo ai giudici.
Non va tralasciato, inoltre, il fatto che l’atteggiamento del giudice è molto cambiato: oggi la dicotomia “azienda/soggetto forte – lavoratore/soggetto debole” non è più tanto accentuata quanto in passato. Basti pensare al fatto che ai giorni nostri la reintegrazione è diventata residuale ed applicata solo ove sul CCNL ci sia la clausola conservativa.
A cavallo tra queste e numerose altre considerazioni emerse, si sono intrecciati i confronti tra i presenti, ciascuno dei quali ha portato la sua esperienza ed il suo bilancio riguardo l’applicazione della norma. Condivisioni e scambi di esperienze che hanno mostrato nel complesso un vissuto fino ad ora positivo nell’applicazione delle nuove norme. Senza tralasciare il fatto che ci sia ancora molta strada da percorrere, è stato sottolineato come questo sia comunque un inizio, l’apertura di una strada che col passare degli anni renderà il mondo del lavoro molto più flessibile e che farà in modo che temi fino a ieri ancora tabù vengano analizzati e regolamentati. Ad esempio, è stato evidenziato come sino a dieci anni fa il lavoro somministrato fosse quasi sconosciuto e come oggi, invece, le Agenzie per il Lavoro siano il primo datore di lavoro in Italia.
L’incontro si è concluso con una considerazione del Presidente AIDP Abruzzo & Molise, Alfonso Orfanelli, il quale ha sottolineato come il Jobs Act possa diventare uno strumento per dare ulteriore valore al lavoro delle HR e soprattutto come il ruolo delle Risorse Umane sia e possa diventare sempre più importante nella stipula delle leggi che riguardano il mondo del lavoro.

Manuela Di Guglielmo - Alessandro Pornaro

lunedì 9 ottobre 2017

Tour aziendali: White Bakery: intuizione e sviluppo

“Manhattan, la sua cucina, la sua multiculturalità, il suo "Good American Food" aperto alle contaminazioni, in un'atmosfera retrò, attenta più di tutto all' esperienza del cliente”

sono gli elementi essenziali di White Bakery, franchising della ristorazione, che ha ospitato il primo incontro dei nostri "Tour Aziendali". Il progetto nasce dalla stretta sinergia tra AIDP Abruzzo e Molise e l'Associazione CreaLavoroGiovani, con l'intento di portare i giovani associati all'interno delle realtà aziendali del territorio, conoscerne la storia, la mission, le caratteristiche e le figure professionali, coglierne la cultura e il know how, apprendere dalle singole esperienze.
Ivan Perazzetti – cofondatore di White Bakery, insieme al fratello Luca – ha illustrato la storia
dell'azienda, l'idea iniziale, la rapida crescita e le sfide attuali. White Bakery nasce dalla passione di Luca Perazzetti per gli Stati Uniti e la cucina made in USA e dal coraggio di seguire un'intuizione, che ha trasformato, in breve tempo, un bar in una catena di franchising in continua crescita. Il passaggio da un singolo punto di ristorazione al franchising, ha comportato un riassetto dell'organizzazione, l'ampliamento delle figure professionali al suo interno, l'implementazione di strategie di monitoraggio volte al moglioramento delle procedure, la necessità di trasferire il know how di produzione e gestione, nonché il concept White Bakery a tutti i locali. Quest'ultimo tema è stato al centro dell'intervento del Direttore Franchising & Operations, Dante D'Alfonso.
Ivan Perazzetti ha inoltre raccontato la sua esperienza professionale, passando attraverso riflessioni sulla cultura imprenditoriale, l'organizzazione aziendale e l'approccio al mondo del lavoro, trasmettendo ai ragazzi fiducia nei propri strumenti e nella possibilità di realizzare le proprie passioni.
Nel corso dell'incontro, la responsabile del Punto Vendita White Bakery C.C. Arca, Francesca Cirrone, ha parlato dell'attenzione verso i prodotti, realizzati all'interno dei singoli punti di ristorazione e della centralità dell'impegno costante per la crescita professionale. Tra gli aspetti che ci hanno maggiormente colpito l'attenzione alle esigenze del cliente, che si declina ad esempio nel valore attribuito alla cordialità e al sorriso, in un'ampia gamma di piatti veg, nel rendere disponibili tutti i prodotti in qualsiasi momento della giornata.
Gabriele Mastrogiacomo - buyer ha sottolineato l'importanza che l'apertura all'esperienza e all'apprendimento costante hanno avuto nella sua carriera, iniziata con la necessità di un lavoro occasionale nel corso degli studi universitari.
Il suo intervento ha costituito una forte esortazione alla proattività.

Questo è solo il primo, stimolante, incontro dei Tour Aziendali. Cogliamo l’occasione per ringraziare le aziende che hanno aderito all’iniziativa e che nei prossimi mesi ospiteranno i nostri giovani soci all’interno delle loro sedi. Sono già in calendario i prossimi appuntamenti: il 9 ottobre saremo presso Forapack Srl, il 27 ottobre sarà la volta di Fater srl, il 6 novembre saremo ospiti di Nordimpianti, il 18 dicembre sarà Micron a fare gli onori di casa. Non andiamo oltre, per lasciare al lettore/socio la curiosità di scoprire le novità del 2018!

A cura di Maria Antonietta Pellicciotta
e Elisa Maiolo
con la collaborazione di
 Manuela Candeloro
Lisa D'Addario

Maurizio Martelli

sabato 17 giugno 2017

Il colloquio di lavoro: strategie vincenti dal punto di vista di un Head Hunter

Poche regole, ma chiare e soprattutto efficaci per muoversi nel mercato del lavoro senza affidarsi al caso ed ottenere i risultati desiderati. Prima fra tutte saper fare del buon networking.
Queste sono, in estrema sintesi, le colonne portanti del seminario “Il colloquio di lavoro: strategie vincenti dal punto di vista di un head hunter”, condotto da Claudio Ceper il 15 giugno scorso presso la sede di Confindustria Chieti-Pescara, ed organizzato da AIDP Abruzzo & Molise in collaborazione con la Bocconi Alumni Association, area Pescara-Chieti.
Claudio Ceper, dopo 27 anni come Senior Advisor in Egon Zehnder International, oggi è Career Mentor per top manager e Board Member della BAA Advice Area.
Nel seminario, ha portato in aula la sua esperienza di oltre quarant’anni come manager aziendale prima, come head hunter poi, per spiegare come debba essere affrontato secondo lui il mercato del lavoro per guidare al meglio la propria carriera e soprattutto le fasi di transizione e come gestire efficacemente il rapporto con gli head hunter.
Ha spiegato, introducendo il suo seminario, di non voler dare troppe istruzioni per una ricerca efficace del lavoro, ma solamente qualche indicazione che ruoti attorno ad un paio di conetti fondamentali: l’impegno e le relazioni.
Ceper fa capire che prima di tutto ci vuole grande impegno, come per ogni risultato che si voglia ottenere. È necessario fare ricerche approfondite, su aziende e persone ad esempio, essere sempre informati ed aggiornati, scrivere, farsi conoscere.
Dopodiché le relazioni. È questo il canale fondamentale per gestire con successo i processi di transizione e ricollocazione. Non serve sparare curriculum nel mucchio o rispondere a tutti gli annunci possibili, ma è fondamentale gestire un processo di netwoking ragionato. Fare relazioni, spiega Ceper, non significa contattare molte persone, ma è meglio selezionare un numero ristretto (10-12) di contatti strategici su cui fare un lavoro sistematico e costante. Tra questi, poi, scegliere due-tre interlocutori privilegiati, da utilizzare come mentor, da tenere costantemente aggiornati e con cui approfondire ancor di più le attività.
Anche gli head hunter possono rientrare tra i contatti da sviluppare, purché non siano gli unici dal momento che anche per i manager, così come per qualsiasi altra area professionale, la stragrande maggioranza delle opportunità (85-87 %) passa per i canali relazionali, mentre solo un 13-15 % viene gestito dalle società di head hunting.
Nella seconda parte del seminario si è parlato anche di curriculum efficace. Ceper racconta che un head hunter impiega dai 6 ai 30 secondi per decidere se scartare o meno un candidato dal primo colpo d’occhio del su cv. Ciò fa capire come sia fondamentale costruire un curriculum efficace, sintetico di massimo due pagine, ben organizzato e che possa far percepire le nostre peculiarità non solo professionali, ma anche personali, come nel caso di interessi, attività sportive e informazioni famigliari.

Il convegno è stato introdotto da Luigi Di Giosafatte, Direttore Generale di Confindustria Chieti-Pescara, che ha ospitato l’evento, da Alfonso Orfanelli, presidente di AIDP Abruzzo & Molise, che lo ha organizzato in collaborazione con la Bocconi Alumni Association Pescara-Chieti, rappresentata da Eugenio Amoroso che ha presentato l’ospite principale.(Alessandro Pornaro)

giovedì 15 giugno 2017

WELFARE AZIENDALE - Quali prospettive per le aziende?

Le strade del Welfare aziendale si stanno sviluppando a ritmo serrato e costante. Da un lato avvantaggiata dalla Legge di Stabilità, dall’altro grazie all’introduzione di un Welfare “obbligatorio” per le aziende del settore Metalmeccanico, questa prospettiva è ormai sempre più reale e presente in molte aziende. In una direzione perché si aumenta il potere di acquisto, in un’altra per andare incontro alle necessità personali, tornando a dare un valore al tempo libero. Uno scenario, insomma, che sembra accontentare tutte le parti coinvolte. Ed è stato proprio questo l’argomento fulcro di cui si è discusso giovedì 25 maggio nell’incontro organizzato da AIDP Abruzzo & Molise: “Il Welfare aziendale: quali prospettive per le aziende”.
Il confronto sull’argomento è stato quanto mai plurilaterale, grazie alle testimonianze sia delle aziende, che del sindacato e del mondo accademico, con il coordinamento del Presidente AidP A&M Alfonso Orfanelli.
È toccato proprio ai rappresentanti del mondo universitario, introdotti da Tommaso Prete, aprire l’incontro. Prima di presentare i risultati del progetto che la nostra Associazione ha portato avanti con la Facoltà di Psicologia dell’Università D’annunzio di Chieti, i referenti hanno presentato il lato più innovativo del nuovo corso di Laurea Specialistica in Psicologia. Una collaborazione che ha avuto lo scopo di portare gli studenti a contatto diretto col mondo del lavoro, per toccare con mano ciò che li aspetta, nell'ambito di una psicologia definita “attiva”. Collaborazione nata anche dall’ispirazione stessa di questo Corso di Laurea, ideato con l’intento di studiare tutti quei processi mentali che guidano la persona nella vita quotidiana e all'interno di un sistema come, appunto, quello del mondo del lavoro. Sono stati infine presentati i risultati del questionario condotto tra i partecipanti agli incontri organizzati in collaborazione con AidP: risultato più che positivo, in quanto questo filone è stato considerato uno dei più stimolanti ed utili. Gli incontri, che hanno suscitato negli studenti profondo interesse, sono stati per loro soprattutto fonte di ispirazione e punto di miglioramento, per via della chiarezza di esposizione da parte dei relatori.
La parola è poi passata a Maura Zuccarini, HR Manager di Ball Corporation per la sede di San Martino (CH), che ha presentato il piano di Welfare introdotto in azienda, col nome “Well-Fare” e attorno al quale è stata costruita una campagna di comunicazione mirata. Progetto avviato prima che il Welfare divenisse “pane quotidiano” per le aziende e studiato e cucito ad hoc per questa realtà. Lo studio del piano è iniziato dalla valutazione dei fabbisogni dei dipendenti, chiedendo direttamente loro quale dovesse esser l’area di applicazione prioritaria. Si è attuata, quindi, l’offerta di un orientamento professionale per i figli dei dipendenti, fino ad arrivare ad aiuti più vicini al “quotidiano”, come il servizio lavanderia in azienda e il carrello della spesa, la possibilità di effettuare acquisti tramite il servizio di mensa aziendale, passando per attività quali la creazione di uno spazio caffetteria comune e decisamente più accogliente o la fornitura di nuove divise disegnate appositamente per i dipendenti di questo stabilimento. Il passo più recente è stato quello dell’adesione ad una piattafoma di flexible benefit per consentire ai dipendenti che lo desiderino, di aderirvi destinando una parte dei premi di produttività.
Anche Raffaele Credidio, Direttore HR di Micron Technology ha raccontato il suo progetto di Welfare, ispirato all'idea che “anche noi possiamo incidere e cambiare il mondo, o almeno quello intorno a noi”. Un piano di Welfare a doppio senso: da un lato quello “imposto” dalla casa Madre, dall’altro quello locale, ispirato alla semplicità. Il primo passo è stato quello di ridare un valore al tempo, introducendo la flessibilità oraria (controllo trimestrale degli orari di lavoro) e il remote working. Altra parte di attività è stata quella che ha visto l'attivazione di un’area di Welfare che “si prendesse cura” della persona, con l’introduzione di un’assicurazione sanitaria per i dipendenti e per le loro famiglie e un’assicurazione vita a beneficio dei familiari. 
Un confronto a tutto tondo, insomma, che ha chiarito come le vie del Welfare aziendale siano sempre più numerose; l’idea che ne è emersa è che la strada del Welfare sia solo ad un livello iniziale e che col passare del tempo le aziende avranno sempre più, oltre che il desiderio, la necessità di far ricorso a questa forma di reward. Il tema è destinato a diventare sempre più caldo e centrale nella vita delle aziende: occorre solo non farsi trovare impreparati!
E sicuramente non sono impreparati i sindacati, che si confrontano quotidianamente con le aziende e con i lavoratori sul tema del Welfare.
Ha partecipato all’incontro Gianluca Ficco, Segretario nazionale della UILM, divisione della UIL specializzata sul settore metalmeccanico.
Dopo aver attentamente ascoltato le testimonianze di Maura Zuccarini e Raffaele Credidio, che hanno portato la loro esperienza e le loro motivazioni lato azienda, Gianluca Ficco ha esposto il punto di vista dei lavoratori, rispondendo alle domande di Alfonso Orfanelli.
Il core delle tematiche affrontate è da ricercarsi nella percezione del Welfare da parte dei lavoratori.
Se da un lato si avverte la maggiore vicinanza dell’azienda alle necessità e ai desideri dei lavoratori, dall’altro c’è ancora un certo scetticismo dovuto a due motivi principali: il primo è che il bonus erogato sotto forma di Welfare non confluisce nei contributi pensionistici, per cui è “perso” in ottica futuro a lungo termine; il secondo è che spesso le politiche di Welfare vengono recepite come un tentativo delle aziende di risparmiare quanto più possibile a proprio esclusivo vantaggio.
Ficco ha voluto poi portare un esempio concreto di come un contributo aggiuntivo delle aziende possa essere apprezzato dai lavoratori, parlando del caso FCA, da lui seguito direttamente.
Per favorire una maggiore adesione e migliorare la percezione dei lavoratori sul Welfare, sindacato e azienda hanno concordato di destinare un 5% aggiuntivo, a carico dell’azienda, al bonus dei lavoratori, un modo per condividere parte dei risparmi derivanti dalla detassazione del Welfare puro.
Un ulteriore aspetto, non meno importante e sicuramente centrale nelle valutazioni delle aziende, è la flessibilità di scelta nell’utilizzo del bonus: un’accurata analisi dei fabbisogni e un’ampia offerta, garantirebbero un apprezzamento più ampio nella popolazione aziendale.

In conclusione, l’evento promosso e coordinato da AidP ha messo in luce tante tematiche interessanti e posto in rilievo punti di vista per il momento ancora parzialmente in disaccordo, ma che vogliono virare nella stessa direzione: il benessere del lavoratore. (Manuela Di Guglielmo, Fabio Lattanzio)

martedì 11 aprile 2017

"IL LEADER CALMO - Come conquistare menti, cuori e vittorie" di Carlo Ancelotti

Da diversi decenni ormai, il mondo del lavoro e delle aziende prende spunto dal mondo dello sport in quanto le dinamiche sportive si accostano bene ad alcune dinamiche aziendali soprattutto quelle legate al "teambulding" e nel commerciale le sfide ed il raggiungimento degli obiettivi; tanti altri sono i campi di applicazione. Atleti, allenatori, giornalisti, ecc vengono chiamati nelle conferenze aziendali (anche ben pagati) per dare la loro testimonianza.
Da qualche decennio anche il mondo dello sport, in particolare il calcio prende spunto dal mondo delle aziende per trovare applicazione nell'organizzazione delle società calcistiche. Ecco allora che si inizia a parlare di budget, conto economico, ristorno degli investimenti, diversificazione , addirittura quotazioni in borsa.
Una volta, in entrambi i mondi, quello calcistico e quello aziendale, si dava molta importanza al "settore giovanile", ai nuovi assunti, dando loro la giusta formazione ed il giusto tempo per assimilare: concetti e competenze nel lavoro, tecnica e gioco di squadra nel calcio. Oggi però il "tempo è denaro" e non si è più disposti ad e spettare; tutto viene accelerato, intensificato, esasperato. "Tutto e subito" è il motto di alcuni AD e presidenti delle società; si cercano manager ed allenatori capaci, in massimo due anni, a raggiungere obiettivi stabiliti dalla società o consiglio di amministrazione. Poche volte ci si riesce, il tutto però a forte scapito del gruppo, degli atleti (lavoratori) e dell'azienda (società sportiva) stessa.
In questo clima frenetico, c'è chi con il suo atteggiamento e stile calmo ha saputo farsi apprezzare e vincere più di tanti altri, un allenatore di calcio: Carlo Ancelotti.
Ho terminato da poco la lettura del suo libro "Il leader calmo", una bella lettura che mi ha consigliato il mio amico Massimo Barbieri, e che a mia volta consiglio vivamente sia a chi opera nelle aziende, sia a chi opera nello sport.
Una lettura meditativa e riflessiva proprio come nello stile di Ancelotti.
Il libro, scritto con il supporto di C.Brady e M.Forde, si divide in dieci temi principali: esperienze, la cultura, la gerarchia, il talento, il luogo di lavoro, la responsabilità, il prodotto, i dati, la crescita, i valori. Ogni argomento è accompagnato da una scheda riepilogativa "riepilogando" e la testimonianza di chi ha avuto modo di entrare in contatto con Carlo Ancelotti: giocatori, presidenti, allenatori avversari, giornalisti, ecc.

Un libro che restituisce ai due mondi, calcistico ed aziendale, la giusta visione e la giusta priorità: le Persone. Senza di esse, la loro motivazione ed il giusto allenamento non si vince, non si raggiungono gli obiettivi e non si fa business…Buona lettura. (Dante D'Alfonso)

Il libro
IL LEADER CALMOCarlo Ancelotti è uno degli allenatori più vincenti della storia del calcio. La sua bacheca parla di uno Scudetto, due Champions League, un Mondiale per Club, due Supercoppe Uefa, una Supercoppa Italiana e una Coppa Italia con il Milan; di una Premier League con il Chelsea, una Ligue 1 con il Paris Saint-Germain, di una Liga e soprattutto della sospiratissima Décima Champions League vinta con il Real Madrid.Eppure il suo stile è sempre stato improntato all’autoironia, alla signorilità e al fair play, lontano dagli eccessi teatrali, isterici o guerreschi di molti colleghi. Ancelotti è un leader calmo e in questo libro apre le porte del suo spogliatoio per rivelarci i suoi segreti: cosa significa che il gruppo di lavoro e il club devono essere concepiti come una famiglia? Quali sono i primi passi da fare in una nuova realtà all’estero? Come si sceglie il capitano della squadra, come si gestiscono i leader carismatici e i fuoriclasse, le pressioni della dirigenza e quelle dei tifosi, i trionfi e le sconfitte? «Un leader non dovrebbe mai aver bisogno di usare il pugno di ferro. L’autorità dovrebbe essere il risultato della stima e della fiducia» sostiene Ancelotti. E di certo, con i suoi metodi, ha conquistato quella di una star globale come Cristiano Ronaldo, di un guerriero come Zlatan Ibrahimovic, di campioni come Paolo Maldini e Alessandro Nesta, di avversari come Sir Alex Ferguson e di un capo come Adriano Galliani, che intervengono nel libro per raccontare il loro Carlo. Scritto a sei mani con l’esperto di management Chris Brady e con il suo ex collaboratore Mike Forde, Il leader calmo è un memoir ricco di episodi inediti e allo stesso tempo un manuale semplice e ricco di spunti, rivolto non solo agli appassionati di calcio ma a chiunque si trovi quotidianamente a guidare o a lavorare in un gruppo.

L'autore
CARLO ANCELOTTIè nato a Reggiolo, in provincia di Reggio Emilia, nel 1959. Ha giocato nel Parma, nella Roma e nel Milan. Dopo essere stato viceallenatore della Nazionale italiana al fianco di Arrigo Sacchi ha allenato la Reggiana, il Parma, la Juventus, il Milan, il Chelsea, il Paris Saint-Germain e il Real Madrid. Dal 1° luglio 2016 è passato alla guida del Bayern Monaco. Condivide con Bob Paisley il record di tre Champions League vinte. Per Rizzoli ha pubblicato Preferisco la Coppa (2009), scritto con Alessandro Alciato, e Il mio Albero di Natale (2013), a cura di Giorgio Ciaschini.